martedì , agosto 14 2018
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Alla ricerca dei colori d’autunno: viaggio in bici attraverso il Piemonte p. 2/6

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Il secondo giorno inizia quando è ancora buio.

La signora del B&B arriva puntuale e ci addobba la tavola con ogni ben di Dio, sembra il pranzo di natale, chissà se sotto alla campana di vetro c’è un piatto fumante tipico della tradizione, torta alle more fatta in casa, può bastare, la giornata volge nel migliore dei modi, colazione sostanziosa.

Al tavolo aspettiamo segnali dal cielo, si specchiano ancora le nostre figure nei vetri della porta finestra (il che vuol dire che c’è più luce dentro che fuori), secondo segnale di allerta, adesso la prova del nove, grigio in alto e asfalto bagnato in basso, meteo in peggioramento, non ci voleva proprio, comunico la notizia a Giovanni, il pensiero è quello di tornare sotto le coperte ma non possiamo permettercelo, dobbiamo partire subito.

Ringraziamo del trattamento e partiamo.

Oggi vogliamo raggiungere Asti, ma prima abbiamo un appuntamento molto importante a cui non possiamo sottrarci: visita guidata e degustazione di sei vini per due persone al castello di Frassinello.

ll tour dura circa due ore e comprende la visita guidata del Castello, in particolare vedremo le sale nobili, la piccola cappella interna, l’antica scuderia, il pozzo dei desideri di Napoleone Bonaparte (molto suggestivo) e l’ex residenza di Don Bosco.

La degustazione prevede sei tipologie di vino D.O.C. differenti a testa, accompagnati da taglieri di prodotti tipici del territorio, patrimonio dell’UNESCO, quali: Barbera, Grignolino, Chardonnay, Barbera Superiore, Barbera Barricato (fatto nelle botti costruite con i pali antichi dei telegrafi) e Moscato.

In uscita da Valenza, la strada sale e scende decisa dai cavalcavia poi si apre sugli scenari campestri. Le colline sono davanti a noi ed entriamo in una della tante piccole vallate, a lato strada il canneto ed un principio di bosco.

Le gomme mordono l’asfalto bagnato, le gambe chiamano rapporti più dolci, la salita mitiga il nostro tono di voce, la diversa andatura ci porta ad essere sempre più distanti l’un l’altro.

Gli scollinamenti saranno il nostro pane quotidiano.

A San Salvatore Monferrato termina la salita, riprendiamo momentaneamente fiato imboccando il circuito dei mulini, sorvoliamo il traforo dell’autostrada dell’A26 in fondo alla valle e in breve tempo siamo a Lu Monferrato.

Lu Monferrato

L’idea iniziale era di proseguire verso Cuccaro Monferrato seguendo la “strada panoramica del Monferrato”, ma la visita e la degustazione di vini del castello di Frassinello sono la nostra priorità.

Le lancette dell’orologio corrono troppo velocemente, improvvisare la strada da queste parti significa trovarsi di fronte all’ennesima salita, più corto non significa più veloce.

Alla nostra sinistra, in posizione sopraelevata, si intravede appena il paese di Vignale Monferrato.          Sotto il castello di Cinzano, avvolti da vigneti situati a mezza costa e riparati dai venti provenienti da nord, si abbatte inavvertitamente l’ultimo temporale in vista di Frassinello.

Da qui preferiamo filarcela per il lungo valle fino a Montemagno concludendo a Grana l’ultima salita della giornata.

Vigna colline Monferrato

panoramica-giovanni-blog

Nella nostra corsa verso Asti sempre più terreni vengono destinati ai noccioli.

Stasera siamo più che mai decisi ad assaggiare qualche pietanza nostrana. La tendenza è quella di avere un occhio di riguardo alla spesa perché sposo la filosofia che è meglio un giorno in più di viaggio che il piacere e il confort, però quando ce vo’ ce vo’!

Abbiamo scelto l’osteria del Palio (in centro sulla piazza V. Alfieri): locale gestito da giovani, ben curato, prezzi onesti e ottimi piatti. Unica pecca lo spazio ravvicinato tra i tavoli.

Prosecco offerto da accompagnamento.

Antipasto di peperoni e Bagna Cauda (scende giù che è un piacere).

Primo di Tajarin al tartufo ( buonissimi)

Secondo di spezzatino di carne (cotta benissimo, tenera, si scioglie in bocca).

La bottiglia di un sincero Barbera d’Asti DOC in due.

 

La visita di Asti mi ha lasciato abbastanza perplesso.

Nel mio immaginario, una città che porta avanti la tradizione del Palio non può che essere una città di pregio, sbagliato.

Vale la regola che non si giudica a priori un posto, prima devo: appropriarmi degli spazi, conoscere la storia del luogo ecc…Verissimo! Ma ci sono cose che a prescindere non funzionano.

Partiamo dal presupposto che per arrivare in centro ad Asti con la bicicletta provenendo dalle colline a nord est è impresa ardua, importanti nodi viari da attraversare, strade trafficate e la più totale assenza di piste ciclabili, l’unica salvezza (e non sto scherzando) è studiarsela a tavolino e impostare il navigatore, io sono riuscito a trovare solo UNA strada che mi portasse fuori dal caos (via Romolo Bigliani da via Guido Maggiora).

Nei pressi del centro regna l’anarchia.

Alle porte del centro la sensazione è quella di trovarsi in zona popolare, fino qui condomini ovunque, controllo più volte la cartografia ma non c’è nessun errore di lettura, forse va ricercato nell’assetto urbanistico. Ho avuto come l’impressione che non vi fosse un disegno urbanistico ben preciso. Poi si mette piede nel parco della Resistenza, ho ancora alle mie spalle la vista di quei brutti ceffi di cemento armato ma si crea una bella atmosfera, finchè non vedo l’enorme asfaltata di piazza Campo del Palio, e qui mi si raggela il sangue.

Asti è una cittadina di 73’000 abitanti, cosa se ne fa di una spianata dell’equivalente di due campi da calcio? I parcheggi sono cosparsi ovunque nelle immediate vicinanze.

Questa è la stessa domanda che mi pone il proprietario del B&B Il Portichetto in cui siamo alloggiati, ha perfettamente ragione, sono anni che molti cittadini portano avanti una campagna di raccolta firme contro l’uso improprio di questa piazza, spero che il tempo gli dia ragione.

Mentre in Europa nascono quartieri car free, in Italia è questa la tendenza.

Le città hanno bisogno di respirare.

Poco dopo rimaniamo delusi nel sapere che la piazza in cui ci troviamo (V. Alfieri) è l’anima del tessuto cittadino.

In questa zona tanti edifici si rendono insignificanti a causa del loro aspetto, pareti svettanti senz’alcuna apertura in facciata rendono il centro ancora più compromesso.

Le strutture architettoniche di pregio storico sono sparse a macchia di Leopardo in direzione Ovest.

Consiglio di vedere Piazza Roma e la sua torre Comentina che, insieme alla torre dell’Orologio (nell’immediata vicinanza),vengono fatti risalire al medioevo, in più Palazzo Medici del Vascello ricostruzione in stile Gotico.

 

 

Informazioni utili

 

Dove Dormire ad Asti

B&B “Il portichetto”:

Colazione abbondante (salato, dolce e succhi di frutta) e camera matrimoniale 30 euro a testa.

Casa unifamigliare situata vicino alla stazione dei treni, in un complesso condominiale. 5 minuti a piedi dal centro.

Il B&B è molto bello, niente è lasciato al caso: pulizia, ordine e accoglienza.

Abbiamo potuto lavare le biciclette con la gomma dell’acqua, asciugarle, e oliarle.

Lo sporco e il cigolio era tremendo.

 

Dove mangiare ad Asti

Osteria del Palio (in centro, sulla piazza V. Alfieri): locale gestito da giovani, ben curato, prezzi onesti e ottimi piatti.

Unica pecca: lo spazio ravvicinato tra i tavoli.

Prosecco offerto da accompagnamento.

Antipasto + primo + secondo + bottiglia di vino locale = 25 euro a testa.

 

 

 

 

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