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Da Pesaro a Roma in bicicletta.Tappa 6. Terni – Ponzano Romano

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Piana ternana, Narni è sulla collina oltre questo mare di terra.

La campagna, al di fuori del perimetro del centro abitato, non rispecchia affatto il grigiore della città, due realtà nettamente scollegate. Maneggi, orti, animali, gente che passeggia, gli uccellini cantano che è un piacere. Percepisco il desiderio di vivere all’aria aperta.La piana di Terni è tutta in mano all’agricoltura, campi arati senza nemmeno un briciolo di terra fuori posto, ma una siccità da non credere a fine Marzo, c’è un assoluto bisogno d’acqua. In altre condizioni meteo non sarebbe così piacevole percorrere queste stradine di campagna. Avvisto l’agglomerato di Narni dall’altro lato della piana, mi rincresce dover salire fin lassù, standoci sotto fa un ancor più brutto effetto. Mentre salgo si trovano le indicazioni per l’ostello S. Anna (la quinta notte potresti pensare di alloggiare a Narni piuttosto che Terni, sei in un borgo bellissimo! 15 km in più).

Narni

Narni dalla balconata del municipio. Da qui si può vedere l’abbazia di San Cassiano dall’altro lato della valle.

Mi dirigo verso il portale in pietra all’ingresso della cittadina. Definita porta Ternana o delle Arvolte, costituiva il bastione fortificato, austero e maestoso nella parte in cui le mura est della città facevano angolo con un lato che saliva fino alla Rocca di Albornoz. Gli stipiti della porta e l’arco sono di pietra a bugnato a punta di diamante, ai fianchi dell’arco sono visibili due torrioni e si notano ancora le feritoie e le bocche di fuoco. Internamente si aprivano delle stanze semicircolari che erano utilizzate dai soldati della guarnigione. Parcheggio la bici nei pressi del duomo. Sto seguendo le indicazioni turistiche per “Narni sotterranea” lungo strada Mazzini, nessun varco sospetto ahimè, le indicazioni terminano all’ingresso degli uffici del comune. Eheh Leonardo pensavi di andartene a spasso da solo nelle viscere della terra. Qui vogliono che tu faccia il biglietto. Nessun problema se non fosse che fino ad Aprile le visite sono solo il week end e…. Aprile è dopodomani!!! Questa visita non s’ha da fare, continuerò a visitare le vie del borgo. Alcune vie sono da giù di testa, via Santa Maria Impensole è una tra queste.

#estroesregolatezza
#ilbellonontramontamai

Credevo di aver visto ogni sorta di capitello ma quello della Chiesa di Santa Maria Impensole li supera tutti.

Ponte d’Augusto a Narni Scalo.

 

Arcate e piloni del ponte Augusto, Narni.

Nei pressi di Narni Scalo rimango folgorato dall’imponente mole del ponte d’Augusto. Il ponte di epoca romana era anticamente utilizzato per l’attraversamento della gola del fiume Nera. Citato dalle fonti classiche, raffigurato da artisti e viaggiatori, vero capolavoro dell’architettura romana.

Ciclabile Narni – San Liberato

Dalla parte opposta del fiume ha inizio la ciclabile Narni – Nera Montoro – San Liberato. L’abbazia di San Cassiano si trova in questo primo tratto (indicazioni a ridosso del monte), raggiungibile a piedi in 5 minuti (mulattiera nel bosco).

Abbazia di San Cassiano. Foto dal retro.

L’abbazia di San Cassiano (X secolo) apparteneva ai benedettini e venne fondata nei pressi di Narni, in provincia di Terni. L’abbazia è ubicata sulle pendici scoscese del monte S.Croce, non distante dall’imboccatura della gola del fiume Nera, in una posizione che domina l’antico tracciato della via Flaminia, tra Narni Scalo e Stifone.

Gallerie della ciclabile Narni – San Liberato

La ciclabile è scorrevole, ben tenuta e in leggera discesa fino al ponte stradale sul Nera. Il tracciato attraversa alcune gallerie buie e lunghe qualche centinaia di metri che si illuminano automaticamente al passaggio dei ciclisti.

La bella vita. Borgo di Stifone.

Borgo di Stifone

Le mie speranze d’arrivare al punto tappa prima del buio vanno presto assottigliandosi quando arrivo a Stifone. Le profonde acque sul ponteggio pedonale sono un tuffo al cuore. Ci sono diversi metri d’acqua ma riesco a scandagliare il fondo con facilità, chissà quanta vita anima questi fondali, di certo non rinuncio ad una breve visita del borgo e del cantiere navale.

La piccola centrale idroelettrica (non più funzionante) sul fiume Nera. Borgo di Stifone.

I romani costruivano le loro navi a Stifone e raggiungevano Roma e gli altri porti attraverso il fiume.
Una misteriosa sorgente subacquea riversa nel suo alveo migliaia di litri d’acqua.
Nessuno sa bene dove si trovino queste sorgenti. L’acqua ha una particolare concentrazione di minerali che gli fornisce un colore turchese intenso. Ci si potrà fare un tuffo in queste acque? Non lo so, al momento l’acqua era giusto un pelo fredda però qualcuno ha allestito un trespolo di lancio legato ad un forte albero. Arriverete qui grazie ad uno stradello che costeggia il fiume, non prima d’ aver attraversato il borgo.

Antico lavatoio di Stifone.

Mi ci butto, mi ci ficco… Nei casini?

Il paradiso dei biker.

Dal ponte stradale sul Nera fino all’avvistamento della valle del Tevere avrete un buon dispendio d’energia, la traccia che ho deciso di seguire è molto bella ma faticosa (soprattutto nel tratto intermedio), uomo avvisato mezzo salvato :). Gli amanti dello sterrato si divertiranno un mondo.

Non passare quella porta. Da qui in poi il gioco si fa duro.

Sono molto orgoglioso di presentarvi lo spacca gamba! Si alternano brevi tratti a spinta su ghiaia con discese grintose in mezzo alla selva, sperate in una bella pioggerellina rinfrescante perchè ce ne sarà bisogno. Fate scorta d’acqua a Narni o sulla ciclabile (dovrebbe esserci una fontana), io ho dovuto elemosinare un po’ d’acqua in una qualche casa sulle colline. Quando rimonterete sulla prima strada asfaltata dopo molto tempo vi sembrerà di volare, il tratto più brutto è alle spalle.

Il fiume Tevere

A tutto spiano verso la valle del Tevere.

Guadamello e San Vito sono gli ultimi paesini attraversati sulle colline. L’ultimo corso d’acqua di questo viaggio ma non il meno importante è il fiume Tevere. Mi chiama a gran voce dal basso della valle, non perdo tempo e vado ad incontrarlo. Nella prossima tappa sarà lui a guidarmi fino alle porte di Roma.

La valle del Tevere.

 

Ingresso al sito archeologico.

Il sito archeologico di Ocriculum

Il parco è situato nei pressi di una grande ansa del Tevere, svolse una precisa funzione strategica e commerciale al confine tra Umbria e Sabina, questo consentì un rilevante sviluppo in età imperiale. Della città romana sono ancora visibili le principali strutture: le terme, il teatro, l’anfiteatro, l’area del Foro, i monumenti funerari. Ettari ed ettari di prato in fiore punteggiati dai resti di un’antica città romana.

Le tombe a torre e a nicchia. Sito archeologico Ocriculum.

Prima dell’ingresso in città si incontrano quelle che erano le tombe, costruite fuori dalle mura della città e  accanto alla via Flaminia, com’era l’usanza propriamente romana di non seppellire alcun morto all’interno della città. Molto spesso si venivano a creare delle vere e proprie aree cimiteriali (o necropoli).
All’ingresso della città troviamo le antiche terme, un’imponente costruzione senza il pregiato pavimento in mosaico (donato dal Comune di Otricoli ai Musei Vaticani di Roma).

Le terme in primo piano e le grandi sostruzioni sullo sfondo. Sito archeologico di Otricoli.

Adagiato ad una piccola collina sorge quello che un tempo era l’anfiteatro. Utilizzato esclusivamente per i giochi pubblici. I resti ci dicono che sicuramente era una delle costruzioni più imponenti della città. Panem et circenses, scriveva il satiro Giovenale: un popolo sazio e divertito è un popolo tranquillo. Quello che è stato rinvenuto nei recenti scavi archeologici sono solo gli spalti della vecchia arena ed il tunnel d’ingresso degli attori.
Le grandi sostruzioni sono i resti più affascinanti e misteriosi dell’intera Ocriculum. Un insieme di elementi che fungevano da base di appoggio per un’altra struttura che evidentemente non poteva poggiare direttamente sul terreno.

Il territorio della Sabina

Il territorio della Sabina è ricco di greggi di pecore… e non solo! Il monte Soratte in secondo piano.

Il tracciato segue alla perfezione l’andamento del Tevere passando per l’antico attracco di Porto dell’Olio. Si può eliminare questo tratto se si vuole alleggerire e velocizzare un po’ il percorso, basterà mantenersi sulla Via Flaminia, trafficata ma non eccessivamente pericolosa ( 2 km di Flaminia contro i 6/7 km di percorso sul Tevere). La Primavera sembra aver spiccato il volo. Profumi, colori ma sopratutto contadini e pastori che si riversano nei campi, chi per fare il fieno e chi per lasciar pascolare il gregge di pecore. La Pasqua è alle porte e gli agnellini sono tantissimi, ricevono il latte materno e si lanciano in corse sfrenate con i nuovi compagni, sono impacciati, molto vivaci e mettono tanta allegria.
Si abbandona la via Flaminia poco dopo il ponte sul Tevere e 8 km circa di percorrenza, in località Borghetto inizia un lungo tratto di strada bianca e sterrato che termina prima della salita finale a Ponzano Romano.

La sabina al tramonto e il monte Soratte (Ponzano Romano è li sotto).

Sulla strada bianca piomba il silenzio, rotto soltato da qualche trattore di servizio ai campi e dai treni dell’alta velocità, per il resto nessuno in circolazione. All’attraversamento del pontile sul torrente Treja succede l’inaspettato, che mi venga un colpo se quelli non sono cinque grossi cani maremmani e io non sono il loro pasto, stanno vigilando sul loro gregge di pecore e io sono l’intruso. Mi accingo a compiere lo sforzo atletico più grande di tutta la mia carriera (anche se non ce n’è mai stata una), sono sul punto del collasso quando i cani ritornano sui loro passi. Faccio il conto dei danni, sono: un polmone in meno, 6 vite perse e una che mi sta ancora cercando. Almeno per stavolta sono salvo.
Situazioni di questo tipo si posso verificare spesso, mettete sempre la bici tra voi e il cane qualora la situazione si metta male.

Informazioni utili pernottamento

Dove Dormire a Ponzano Romano: B&B Sul Fiasco (qualità/prezzo= Buono)

Prezzo: Camera matrimoniale ad uso singolo e colazione = 30 euro.
Camera matrimoniale e colazione = 50/60 euro.

Posizione: ottimo, in centro. Piazza Francesco de Pinedo, 8, 00060 Ponzano Romano RM

Telefono: 333 468 0576

Le bici vengono lasciate nel cortile. Sicuro, non visibile dalla strada. C’è anche un garage a disposizione.
Servizi:

  • wifi (password in camera)
  • cucina
  • giardino (panchina panoramica sulla valle del fiume Tevere).

B&B sul Fiasco perchè il fiume forma una doppia ansa molto stretta sotto il paese e dall’alto assomiglia ad un fiasco.
Chi vi ospita è una persona estremamente gentile e simpatica, farà di tutto per farvi sentire come a casa vostra. La mia fortuna è stata incontrare una persona come lui, i negozi erano chiusi e non si è fatto problemi a farmi trovare tutto l’occorrente per la cena. Un piatto di pasta, verdura dell’orto e olio fatto in casa come condimento. Mitico. Per qualsiasi motivo non esitate a chiamarlo, arriverà subito.

Ostello della gioventù Sant’Anna a Narni

Posizione:Via Gattamelata, 74 05035 Narni – Terni.
Telefono: 0744 715217

L’ostello consta di 8 camere essenziali tra cui singole e doppie. Tutte le stanze sono dotate di riscaldamento. Alcune camere dispongono di bagno condiviso mentre altre hanno il bagno privato. A disposizione degli ospiti vi è un’ampia cucina comune, un salone, una zona ricreativa e bellissimi giardini con vista mozzafiato.

Orari d’ingresso:

  • Servizio reception (08:00 – 23:00)
  • Check-in dalle ore 11:00
  • Check-out entro le ore 10:00

Servizi:

  • Cucina in comune
  • Colazione  inclusa nel prezzo
  • Wi-fi negli spazi comuni
  • Parcheggio privato, gratuito
  • Camere con TV e riscaldamento
  • Ascensore
  • Ristorante
  • Sala TV

Prezzo:

  • Posto letto in camera doppia o quadrupla con bagno interno  € 24,00 con prima colazione
  • Posto letto in camera quadrupla o doppia con bagno esterno € 22,00 con prima colazione
  • Pasti   € 12,00

Informazioni utili visite

Sito archeologico di Otricoli
Prezzo d’ingresso:
gratis

Narni sotterranea

Prezzo: 6 euro
Orari d’ingresso:
Da Novembre a Marzo

Sabato una visita ore: 15.00
Domenica e festivi ore 11.00, ore 12.15, ore 15.00 e ore 16.15.

                                    Da metà Giugno a metà Settembre

Dal Lunedì al Venerdì: una visita alle ore 12.00 e una alle ore 16.00.
Sabato ore 12.00 – 15.00 – 16.15 e 17.30
Domenica e festivi ore 10.00 – 11.15 – 12.30 – 15.00 – 16.15 e 17.30

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