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Desenzano – Salò e ritorno, itinerario ciclistico del basso Garda

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Breve excursus

Il sole di Febbraio è un toccasana per le prime uscite in bicicletta. Reduci dall’inattività dell’inverno è senz’altro un buon incentivo ad affrontare i primi soli caldi, considerato che l’inverno 2016 ha lasciato ben poche tracce di se’, è il momento buono per rimanere intere giornate fuori a bassa quota. Non sai da dove partire per scrollarti di dosso l’inverno? Te lo dico io, un giro nella patria della bicicletta, in quel microclima della sponda occidentale del basso Garda compreso tra Desenzano e Salò.

L’itinerario d’ andata abbraccia i paesini vicino la costa, concedendosi un po di altimetria per rimanere estasiati dalle incantevoli acque del lago. In base alla posizione in cui ci troviamo, dalla intensità e dalla direzione dei raggi solari, lo specchio d’acqua assume diverse tonalità di colore: blu cobalto, turchese e verde smeraldo.

Ogni paese ha la sua storia passata e in alcuni quartieri si respira qualcosa di magico che non è andato perso nel tempo. L’area intorno a piazza Caduti a Padenghe con le sue antiche case in pietra e i bellissimi cortili interni. Le strette vie a senso unico con le prospicenti case e il belvedere del castello di Moniga e della rocca di Malerba.

Il promontorio di San Fermo e la sua chiesetta sono sul percorso, legate la bici, oltrepassate la sbarra e camminate per qualche minuto fino a vedere un’infilate di strisce di terra che termina con Isola del Garda e il monte Baldo innevato sulla sponda orientale del lago. A seguire il rilassante percorso ciclopedonale immerso negli ulivi nei pressi della baia del vento – Cisano vi condurrà alle porte di Salò.

Preparate subito le marce agili perchè la strada del ritorno riprende a salire fuori dall’abitato, superando la prima serie di colline. Il ritorno è sulla ciclabile della Valtenesi (segnaletica stradale Lonato presente ad ogni incrocio, impossibile sbagliarsi), interamente in sede propria, salvo qualche breve tratto di strada secondaria, potremmo quasi definirla greenway per l’accentuato aspetto naturalistico. La ciclabile è un lungo corridoio verde che si dipana nelle colline più interne del bresciano, perfetta per pedalare al fresco nelle calde giornate estive. Nelle tante piccole vallate attraversate, dove la vegetazione lo permette, ritornano vigneti e uliveti, anche nei posti più impensabili.

Lunghezza itinerario: 65 km

Dislivello: 840 m

Quota minima / massima: 63 m / 323 m

Difficoltà: media

P.S. L’itinerario d’andata segue solo in parte la ciclabile “Desenzano-Salò”, strada facendo si continuano a incontrare i bivi con la segnaletica, si può cambiare itinerario quando lo si desidera.

 

La sbarra segna l’inizio della ciclabile Desenzano – Salò.

L’itinerario inizia sopra l’abitato di Desenzano, si arriva a questa sbarra che segna l’inzio della ciclabile. L’inzio non è niente male, sarà sempre un crescendo!

Il mio piccolo cavalletto snodabile attorcigliato all’albero è stato di grande aiuto per questo autoscatto.

Il suolo è asciutto e compatto, con queste condizioni è praticabile da qualsiasi bicicletta, diverso il discorso se piove perchè si scivola senza ritegno. Partito da qualche km.

Ciclabile Desenzano -Salò

 

Le ciclabili di questa parte bresciana del lago sono descritte in questo pannello informativo.

Brescia basso Garda (blu) 42 km

Bresci Salò (giallo) 18 km         Valtenesi (rosso) 15 km

Fiume Chiese (marrone) 12 km

 

Il Municipio di Padenghe.

Lo sterrato finisce prima d’arrivare all’abitato di Padenghe, ho dato solo una breve occhiata alla zona vicino la chiesa e mi è piaciuto molto il quartire di piazza Caduti. Case in pietra con graziosi cortili interni.

Il Cortile interno del municipio.

 

Le case in pietrame intorno a piazza Caduti.

 

Vista del castello di Manerba.

 

Alle porte del castello di Manerba.

 

Percorso pedonale intorno alle mura del castello di Manerba.

 

Percorso pedonale del castello.

 

Il belvedere dal parco del castello.

I pioppi cipressini e il profilo discontinuo delle colline all’orizzonte mi ricordano i paesaggi toscani.

 

Borghi e strade antiche – Manerba del Garda

La strada termina alla base dello sperone su cui sorge la rocca di Manerba, un ultimo strappo e la vista panoramica a 360° è nostra, giusto in tempo per l’ora di pranzo.

Al civico successivo ho scattato la foto che segue.

La rocca di Manerba è venuta alla luce durante le ricerche archeologiche, hanno stabilito il ritrovamento di tre circuiti di mura di difesa databili fra il XII e XIII secolo di cui il più interno racchiude la sommità della Rocca. Entro la cinta esterna gli scavi hanno identificato una sequenza stratigrafica che va dalla cultura di Lagozza (4000 a.C.) alla fortificazione medievale da cui il sito trae il nome. Numerosi reperti archeologici dimostrano la presenza di insediamenti Etruschi, dei Galli Cenomani e dei Romani. Nel 776 la Rocca fu l’ultimo baluardo di resistenza dei Longobardi ai Franchi di Carlo Magno.

 

“Amara terra mia, amara e bella” Il contadino ha sempre qualcosa da fare… anche la domenica mattina.

Stavo fotografando i pochi capi di bestiame al riparo nel recinto e sotto la tettoia quando , dall’angolo della strada, sbuca il proprietario che mi invita ad entrare per fotografare meglio. Gli ho chiesto di essere fotografato e si è messo subito in posa in un angolo accanto al suo vitello più docile.

 

Prodotti tipici locali del contadino.

 

Panorama alla rocca di Manerba

 

Il piccolo paese di Montinelle, ai piedi della rocca di Manerba.

 

Vigneti del basso Garda.

 

Lo sperone della rocca di Manerba.

 

Santuario della Madonna del Carmine. Affreschi della scuola lombardo – veneta del XV secolo.

La chiesa fu costruita nel 1460 con l’appoggio di Ludovico II Gonzaga e di suo figlio il cardinale Francesco. La tradizione vuole che siano stati i pescatori del luogo a volere la costruzione della chiesa per esprimere riconoscenza alla Vergine per averli tante volte salvati dalle improvvise e tremende tempeste che si scatenano sul lago e chiedere, anche per il futuro, aiuto e protezione. All’interno del santuario, custodito dai frati carmelitani, si trovano pregevoli affreschi riconducibili alle scuole del Mantegna e del Foppa.

Promontorio di San Fermo – Lago di Garda. L’isola del Garda e il monte Baldo innevato alle sue spalle.

 

Chiesetta di San Fermo.

 

Strade del promontorio di San Fermo.

 

Ciclopedonale Baia del vento-Cisano-Salò.

 

Lungo lago di Salò.

 

London Paris maybe tokyo – bikers pit stop.

 

Mercatino coperto di oggetti vari.

 

Bikers pit stop a Salò.

 

La costa di Salò.

 

Chiesa di Sant’Emiliano – Padenghe.

 

Ciclabile Valtenesi nelle campagne.

 

Ciclabile Valtenesi – Garda.

 

Ciclabile Valtenesi al tramonto.

 

 

Tramonto sulle colline del basso Garda – Desenzano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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