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Parco di San Colombano – Percorso MTB nelle golene del Po di Suzzara (MN)

Gli amici del Po

Era il primo Mercoledì e anche il primo giorno del mese Venturo, Marzo è arrivato in pompa magna.
Sole a catinelle, vento che spintona e tanto tanto caldo, temperature più che accomodanti, si parla di 19°C.
Al centro della pianura padana c’è fermento. Alpi e Appennini si salutano da un capo all’altro come vecchi amici che si sono persi di vista per molto tempo. Imperterrito percorro ogni singola ansa di questo lungo argine che porta con sè una delle più lunghe ciclabili italiane: VENTO. L’argine maestro del fiume Po. Di fondamentale importanza per la sicurezza di tutti coloro che vivono attorno al Grande Fiume. L’ultimo ostacolo che incontrano le sue acque prima di riversarsi per chilometri e chilometri in quella grande depressione che è la Pianura Padana. Oggi scorre docile ma tra qualche tempo sta pur certo che diventerà una furia della natura, lo sa bene chi ha assistito alle piene storiche del 1951, 1994 e 2000.

Piene storiche del fiume.

Info

L’itinerario si snoda all’interno della golena, nel parco di San Colombano, comune di Riva di Suzzara.

L’area verde comprende 733 ettari di terreno destinati all’uso agricolo e alla coltivazione dei Pioppi.

Lunghezza: 20 km.

Difficoltà: Facile.

Dislivello: Irrilevante.

Bicicletta usata: Mountain Bike.

Punti d’interesse: Lido Po di Suzzara, il pennello sul Po e i capanni.

Soste idriche lungo il percorso: Nessuna.

Sosta Pranzo: Pic-nic all’area attrezzata oppure pranzo all’osteria Argento vivo (consultare orari della struttura, aperto tutti i giorni tranne il Giovedì).

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Il percorso

Partenza dal parcheggio dell’osteria Argento Vivo, definito Lido Po di Suzzara, un filare di Pioppi accompagna la strada ghiaiata, dopo circa 2 km si arriva al pennello, un lungo lembo di terra emerso che aiuta a smorzare la velocità dell’acqua. Il fondo è molto accidentato perciò bisogna procede a piedi, se l’acqua è bassa si può tentare l’attraversamento e arrivare fino in punta. In questo punto è possibile osservare a ritroso la parte del sentiero appena percorso insieme alla vastità del Po. La pace e la tranquillità regnano sovrani.

Ritornate indietro fino all’imbocco del pennello e proseguite dritto per un centinaio di metri, a sinistra si aprono alcuni varchi nella siepe, parcheggiate la bici ed entrate a vedere cosa combina la natura in nostra assenza, quando può lavorare in santa pace.

Un intreccio di rovi e piante infestanti secche autoportanti, sospese da terra. I capanni più alti coprono tronchi di piante risecchite.

Proseguite dritto per qualche decina di metri fino ad incontrare uno stradellino in terra battuta sulla destra, seguitelo e attraversate tutto il campo fino a montare sull’argine,

svoltate a destra e tenete l’argine per circa 600 metri, all’altezza del primo stagno dovete abbandonarlo e scendere a destra, procedere tenendo la sinistra al primo incrocio per poi rimontare sull’argine dopo circa 1 km.

Da questa posizione sopraelevata riuscite a dominare tutta la prima valletta del parco, nelle giornate limpide è ben visibile la catena del monte Baldo sul lago di Garda. Dopo aver passato i tre stagni sarete tornati al trivio di prima, questa volta scendete a destra e percorrete tutta il sentiero fino in fondo,lasciatevi alle spalle il manufatto in mattoni al centro della valle.

 

 

 

 

Imboccate il viale alberato fino alla casa rurale e montate sull’argine alle sue spalle, avanti fino in fondo poi doppia svolta a sinistra al successivo incrocio. Quello che avete davanti è sempre un ramo del Po, sulla sponda sono attraccate alcune piccole barche, un bel posto per riposare all’ombra.

 

 

Tornate sui vostri passi fino all’argine di prima, ignoratelo e svoltate a destra all’incrocio successivo, costeggiate il pioppeto e, in ultimo, aggirate il manufatto in cemento tenendo la sinistra sul fianco dell’argine, avanti per circa 1,5 km, qui salirete per l’ultima volta sull’argine maestro che vi ricondurrà a destinazione, transitando a ridosso delle frazioni di Arginotto e Gonzagone ( 80% strada bianca).

 

 

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