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Da Pesaro a Roma in bicicletta.Tappa 4. I mestieri di una volta

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Giornata dedicata ai mestieri medievali nelle botteghe di Bevagna.

Il passato che non vuole passare.

Il tema implica la tesi che ogni passato di solito passa, e che in questo non passare c’è qualcosa di eccezionale. Il normale passare del passato non va inteso come scomparsa ma come perdita di urgenza di una certa funzione.

In questo articolo vi parlerò delle bellissime botteghe artigianali di epoca medievale a Bevagna e di come questi mestieri possano rivivere a distanza di lungo tempo grazie a persone di grande cuore, volontari ma sopratutto divulgatori di un’arte in via d’estinzione. Non scurdammoce ‘o passato.

Assisi

Non siamo ancora partiti che siamo già fermi ad una sporgenza stradale con vista panoramica a 5 stelle.

La piana d’Assisi ipnotizza e non posso fare altro che fissarla come se non ci fosse un domani, come se tutto dovesse svanire da li a poco o come se custodisse i segreti dell’intera umanità.

Oggi ricarichiamo un po’ le batterie, tappa pianeggiante. I km più impegnativi sono alle spalle. Complimentoni a Linda che è stata davvero brava, questo è il nostro ultimo giorno insieme. Assisi scivola via in un baleno, la discesa è presto fatta.

Lode al creato.

La chiesa di San Damiano sorge fuori dalle mura d’Assisi e il percorso vi passa accanto. Qui San Francesco compose il Cantico delle creature poco prima di morire. Lo stesso luogo in cui Santa Chiara vi fondò un ordine di claustrali che vi risiedette fino al 1260.

Cortile interno della chiesa di San Damiano.

Il percorso

La ciclabile non tarda ad arrivare, giusto un paio di svolte e compaiono i primi cartelli informativi (ottima la segnaletica) con i centri abitati prossimi all’attraversamento: Assisi, Cannara, Bevagna, Montefalco, Foligno, Trevi, Campello sul Clitunno, Spoleto.

ATTENZIONE subito dopo Assisi bisogna prendere in direzione del Santuario di Rivotorto (unica svolta in cui manca la segnaletica ciclabile).

La ciclabile scorre su stradine secondarie a basso traffico per alcuni chilometri poi passa in sede propria.

Ciclabile Assisi – Spoleto.

 

Ciclabile assisi – Spoleto in aperta campagna.

Uno dopo l’altro ci vengono svelati i segreti del mestiere, pendiamo dalle labbra di questi maestri di bottega che ci stanno insegnando a realizzare i vari prodotti finiti. A distanza di 10 anni ritorno in queste botteghe e trovo lo stesso affascinante mondo che mi colpì da bambino, nulla sembra cambiato.

Da Bevagna a Spoleto la ciclabile è dritta come un fuso e attraversa la campagna.  L’acqua del fiume Teverone scorre accanto a noi, impostiamo il passo e maciniamo chilometri in fretta e furia.
A Spoleto abbiamo talmente tante cose da sbrigare che rimandiamo la visita alla città dopo aver cenato in centro allo Zeppelin pizza & Co.

Led Zeppelin fast food a Spoleto.

Intorno alla rocca si stende un percorso pedonale che domina sulle luci della città e che ci appaga con un bel panorama notturno. Prima di entrare sul percorso pedonale date un’occhiata alla famosa fontana del Mascherone nella antistante piazza Bernardino Campello. Potete rientrare all’alloggio dalla strada che porta alla cattedrale di Santa Maria Assunta.
La fontana deve il suo nome allo strano volto, dai tratti un po’ umani e un po’ felini, posto al centro di una ampia edicola. È scolpito in pietra e coronato d’alloro; forse rappresenta una divinità pagana, dall’espressione tragica e beffarda, ma al contempo simpatica. Dall’enorme bocca deforme esce un grande getto d’acqua che si riversa a cascata in tre vasche successive.

Fontana del Mascherone a Spoleto. (Foto dal web).

 

Ponte delle Torri a Spoleto. Lo si incontra lungo l’anello pedonale intorno alla rocca. Allo stato attuale il ponte non è percorribile in seguito ad accertamenti post sisma (ottobre 2016). La struttura scavalca il tracciato del torrente Tessino e ricollega ciò che l’attività tettonica e l’erosione lineare del torrente hanno diviso.
Ai due estremi del ponte si trovano due fortezze, la Rocca Albornoziana e il Fortilizio dei Mulini, eretto per vigilare il ponte e attivo come mulino fino al XIX secolo. Il nome Ponte delle Torri potrebbe alludere alle torri delle due fortezze o all’aspetto dei piloni.
Il ponte ha una lunghezza di 230 metri e un’altezza di 80. Le dimensioni massime di alcuni pilastri alla base sono di metri 10 x 12. Piloni e arcate non hanno misure costanti.

 

Quella illuminata è la chiesa di San Salvatore a Spoleto e rappresenta una delle principali testimonianze architettoniche longobarde della Langobardia Minor. Iscritto alla Lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO nel giugno 2011.

 

I mestieri di una volta

Questa mattina ci vogliamo riservare un po’ di tempo per visitare Bevagna e le sue botteghe artigianali di epoca medievale.

Esiste un vero e proprio circuito delle botteghe artigianali di Bevagna che consente al visitatore di vedere con i propri occhi i metodi di creazione e lavorazione dei prodotti tipici locali. Le principali botteghe sono:

  1. La cartiera, dove si produce la cosiddetta carta bambagina ricavata dagli stracci.
  2. La cereria è l’antico laboratorio dove si producono candele in cera d’api.
  3. Il setificio permette di comprendere il ciclo di produzione della seta, dall’allevamento dei bachi fino alla torcitura del filo.
  4. Lo zecchiere rivive la nobile arte della coniazione delle monete.
  5. La spezieria

Per motivi di tempistiche siamo riusciti a visitare solo la cartiera e la cereria, da soli meritano la visita di Bevagna. Ricorda che è indispensabile prenotarsi all’ufficio del turismo (piazza Filippo Silvestri) per poter accedere alle botteghe dei punti 2. 3. e 4. La cartiera è sempre aperta al pubblico e senza l’obbligo della prenotazione.

Il festival delle Gaite è una rievocazione storica di mestieri, costumi e tradizioni per rivivere il paese all’epoca medievale, si svolgerà dal 15 al 25 Giugno 2017.

Il Mercato delle Gaite è oggi annoverato tra le più importanti manifestazioni storiche dell’umbria.

La cartiera

Il luogo in cui avviene la lavorazione della carta è la “Valchiera”. Qui vengono innanzitutto portati i cenci, la preziosa materia, prima di essere pesata e suddivisa in “boni”. Il “cenciaio” provvede alle successive fasi della “scollatura”, “arcapatura” e “scieglitura”, durante le quali vengono ulteriormente suddivisi in base ai materiali, lino, canapa, cotone e sminuzzati.

Pila idraulica a magli multipli. Cartiera di Bevagna.

I cenci vengono poi messi a macinare per tre giorni nella calce e quindi passano nella “pila idraulica a magli multipli” dove vengono battuti fino a diventare una poltiglia.

 

Le due ragazze davanti stendono il feltro mentre quella dietro prepara la poltiglia e la forma per filtrare la pasta da carta.

La poltiglia viene poi messa in un grande tino pieno d’acqua e l’operatore immerge la “forma” o “modulo” per filtrare la pasta da carta, che poi con l’aiuto dell’operatore depone sul feltro. I feltri con in mezzo la pasta da carta hanno già ricevuto la filigranatura della tela sul modulo, sulle maglie è impresso il marchio dei fabbricanti, vengono poi pressati per far uscire l’acqua e quindi stesi per asciugare.

Fogli stesi ad asciugare.

 

La filigrana.

 

I fogli pressati e la pressa.

In questa fase della lavorazione non è ancora possibile scriverci sopra perchè devono essere prima impermeabilizzati a dovere. Il notaio scriveva con la penna d’oca e l’inchiostro, in questo modo avrebbe prodotto una grande macchia a causa del potere assorbente del foglio.
Dopo lo “stendaggio” i fogli di carta vengono staccati dal feltro e passano alla “collatura” durante la quale vengono trattati con la “gelatina” o “colla animale”, ricavata da ossa di animali, pelle di coniglio, viscere, budella, grasso animale, scarto di conceria, chiamato anche carniccio. La colla animale viene messa in un pentolone e fatta bollire, si ottiene così il liquido gelatinoso in cui verrà immerso il foglio per essere impermeabilizzato, si estrae il foglio, si impila con altri e si da una leggera pressata per spalmare la colla in modo uniforme, infine si lasciano ad asciugare a cavallo di una trave. A questo punto il foglio è asciutto ma ricurvo, quindi viene ripassato sotto la pressa per 3/4 giorni.

La calandratura.

Il signor notaio non può ancora scrivere con la penna d’oca su una superficie ruvida, si passa quindi alla fase finale della lavorazione dove il foglio viene levigato a mano da una pietra pesante, questa fase è definita calandratura. Il lavoro più faticoso di tutta la cartiera. La calandratura è importantissima se si vuole ottenere partecipazioni di nozze, fogli per pittori e notai ecc…

Partecipazioni di nozze su carta di lino e canapa.

 

Il prezzo di vendita viene stabilito in base alla grammatura del foglio.

Il calandratore divide i fogli di lino da quelli di canapa, qualcuno potrebbe pensare che i fogli di lino costassero di più, invece no. Il prezzo di vendita viene stabilito in rapporto alla grammatura del foglio ovvero in base al peso. L’operazione si esegue foglio per foglio mediante una bilancia (leva a bracci uguali) e un foglio campione, più è pesante e più materiale e tempo d’asciugatura occorre per la lavorazione.

In alto i pacchi di fogli in risme.

Infine i fogli vengono satinati, piegati e raggruppati in “risme” dai “cialandratori” e sono pronti per la spedizione. Il termine risma nasce nel medioevo, ogni risma contiene 500 fogli, oggi come allora.

La cereria

La cereria di Bevagna

“Le candele della cereria di mastro Lapo sono de factura optima, essendo esse fatte con stoppino di bombice e con cera priva di farine o acqua regia o altre cose che non siano cera purissima.”
Firmato Andrea Vitali ceraiolo.
La candela ha il suo significato religioso, accenderne una significa entrare in contatto con il divino.
I pellegrini che andavano a Roma per ricevere le indulgenze portavano alcune candele per la preghiera. La candela è simbolo di luce, la luce è verità e la verità è Dio.

 

Il liquido di cera d’api viene versato sugli stoppini, si ottiene così la candela del medioevo.

Lo stoppino viene intrecciato ed appeso tramite cappio ad una ruota girevole. Un blocchetto di cera d’api viene messo a scaldare sul paiolo, quando raggiunge la temperatura e passa allo stato liquido può essere versato dall’alto con un mestolo sopra ciascun stoppino. La candela finita è data dal numero di volte che si versa il liquido, mediamente tra le 10 e le 13 volte a seconda della stagione e del clima, più è caldo e più volte bisogna versarlo. La candela viene manipolata solo quando raggiunge una temperatura compresa tra i 37 e i 41 gradi (“come la febbre dell’homo”, non meno perchè si spezzerebbe e non di più perchè si sfalderebbe). Due candele attorcigliate su se stesse formano un duplex, ovvero una candela con due stoppini, detta duplero. Il duplex fa una fiamma più forte ed è meno soggetto a spegnimenti improvvisi.

Due candele attorcigliate a caldo formano un duplero, una candela a doppio stoppino.

Spezieria e Distilleria segrete

La spezieria segreta di Bevagna.

 

Ampolle e albarelli in spezieria.

La spezieria è lo scoop che chiude l’articolo. L’operatore della cereria ci ha accompagnato dal lato opposto della strada e ci ha aperto le porte di uno dei posti più incredibili di Bevagna, un luogo segreto e non più visitabile per accertamenti strutturali. Piatti di terracotta che traboccano di spezie, liquidi preziosi racchiusi in ampolle, albarelli variopinti, mortai e piccoli orciuoli sono pezzi unici. Un altro strappo alla regola ci consente di fotografare la distilleria del medioevo nella stanza accanto.

La distilleria segreta di Bevagna.

Informazioni utili

Dove Dormire a Spoleto: Central house (qualità/prezzo= buono)

Camera matrimoniale, colazione e angolo cottura = 44 euro.

Posizione: Ottimo, in centro. Piazza Garibaldi 36, Spoleto PG.

Le bici vengono legate dietro il vano ascensore, nell’atrio dell’ingresso. Abbastanza sicuro.

Dove pranzare/cenare a Spoleto: Zeppelin pizza & Co (discreto ed economico)

Posizione: Ottimo, in centro. Corso Garibaldi 81, Spoleto PG.

Panino Kebab, tranci di pizza, stuzzicherie, secondi piatti e menù tipo fast food.

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