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La PinoLina – la nuova frontiera delle macchine Stenopeiche

La PinoLina – Introduzione

Ho avuto la fortuna di poter partecipare al primo photofestival di Ferrara – Riaperture, in un contesto urbano del tutto eccezionale come può essere quello della magnifica città Estense. Lo scopo della mostra è quello di scardinare i luoghi comuni così come ci insegna il progetto PinoLina, ovvero:

  1. La pellicola non serve più a niente.
  2. Le macchine fotografiche devono essere estremamente complesse e con un grandissimo manuale.

Il digitale ha tolto poesia alla pellicola: l’attesa del giorno dello sviluppo del rullino, lo scattare senza vedere subito il risultato. L’analogico insegna a riprenderci i tempi della fotografia.

PinoLina non è altro che l’italianizzazione del termine inglese Pinhole.

Macchina artigianale a foro Stenopeico fatta con cartone pressato.

Nasce dall’intuizione di due giovani Abruzzesi, Valentina Mariucci e Rolando Fidani, allo scopo di rendere contemporanea, accessibile, portatile, intuitiva, resistente, leggera e immediata la fotografia Stenopeica. (vedi qui). Le prime macchine erano estramente ingrombranti, pesanti e con lunghi tempi d’attesa (Slow Photo). Un esempio qui sotto.

Anderson, costruttore di macchine fotografiche di Chicago, il quale, per conto della compagnia ferroviaria Chicago & Alton Railway, costruì nel 1900 la macchina fotografica da viaggio più grande del mondo, allo scopo di poter realizzare fotografie enormi e uniche.
Il Mammouth pesava sette quintali, era montata su un vagone ferroviario, impressionava una lastra di due quintali e mezzo che richiedeva quaranta litri di soluzione per essere sviluppata.

La PinoLina – Componenti

Possiede tutto ciò che serve per fare una fotografia:

  1. Diaframma fisso da 90/100/120/170, tutta l’immagine è a fuoco.
  2. Un foro nel corpo macchina (realizzato con ago infila perle da 0,4 mm su carta di spagna ottonata da 0,1 mm). La luce entra e impressiona la pellicola. Il foro deve essere piccolo e definito altrimenti non si genera l’immagine.
  3. Un pomello per avanzare la pellicola. Si fa avanzare il pomello quanto basta per scartare il primo fotogramma già esposto. Il pomello smette di girare quando termina il rullino (1 giro = 1 fotogramma), a questo punto si riavvolge tutta la pellicola con la R di rewind e si porta a fare sviluppare.
  4. L’otturatore meccanico è progettato con richiamo a molla (PinoLina Shoot). La Toy Camera non ha il richiamo a molla perciò si sposta avanti e indietro la linguetta di cartone sul foro.

La PinoLina – Modelli

Il progetto è auto-finanziato, sono partiti da riga e taglierino (Toy Camera) utilizzando materiali di recupero, per poi passare all’inserimento di tecnologie innovative come la stampa in 3D, tagli laser, passa pellicola in retina (PinoLina Shoot).

I modelli prodotti sono:

Toy Camera in cartone pressato: i pezzi importanti sono pre-assemblati.

Nel pacchetto è compreso: la scatola, il libretto di istruzioni, il libretto di montaggio, il video esplicativo di montaggio tramite QRCODE di rimando, regolo esposimetrico.

PinoLina Shoot: evoluzione della precedente Toy Camera, i materiali sono: alluminio, legno, resina, simil pelle e materiali di recupero.

Accessori disponibili: aggancio cavalletto, scatto flessibile e set di calamite disposte sotto alla scocca per renderla ancora più street camera, non teme pali della luce e panchine. Un progetto quasi utopico per una piccola realtà come la loro. E’ un marchio Italiano registrato all’ufficio brevetti. Ogni macchina è un pezzo unico e irripetibile, con numero seriale (#numero seriale), al momento sono poco più di un centinaio i modelli di PinoLina Shoot in commercio. Acquirenti scozzesi, tedeschi, portoghesi.

La PinoLina – Al lato pratico

Le macchine caricano pellicole da 135mm.

La PinoLina Shoot permette il doppio formato: 24 x 36 oppure quello panoramico in base al verso in cui si inserisce il passa pellicola in retina. Con il formato panoramico si impressiona tutta la pellicola, compreso i buchi laterali.

Le focali utilizzate vanno dal 26 al 34 mm. Sul retro della scocca c’è un indicatore di angolo di campo per aiutare ad inquadrare la scena.

In una giornata di sole, in condizioni normali, si arriva a scattare a 0,5 secondi. Si può tentare a mano libera o appoggiare la macchina sul proprio corpo per ridurre le vibrazioni.

L’immagine che ne deriva è molto onirica ed evocativa, si possono ottenere ottimi mossi artistici, il risultato è notevole. Ricreare quell’effetto seta dell’acqua che scorre non è mai stato così semplice.

Più le usi più si consumano? Hanno il loro vissuto storico?

La PinoLina non è immobile, muta l’aspetto nel tempo ma non si rompe perchè non c’è elettronica.

La PinoLina – Il Reportage

La PinoLina è stata vista da Fabio Bucciarelli photoreporter. Il fotografo ha portato a termine il suo ultimo progetto “The dream” dopo cinque anni (2011 – 2016). Fabio si è dedicato a documentare i principali conflitti in Africa e in Medio Oriente, rivelando al mondo la crudeltà della guerra e dei suoi effetti devastanti sulla popolazione civile e il più grande esodo di migranti e rifugiati dopo la seconda guerra mondiale.

Senza Titolo, 2015, camera pinolina, stampa digitale su carta hahnemuhle german etching 310gsm, cm 100×70.

 

Senza Titolo, 2015, camera pinolina, stampa digitale su carta hahnemuhle german etching 310gsm, cm 100×70.

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